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La nascita della Pro Sarzana
La Hockey Pro Sarzana nasce nel 1972 come settore sportivo integrato nella U.S. Pro Sarzana 1913, storica società sportiva fondata nell'oratorio della chiesa di N.S. del Carmine, ma soprattutto a seguito del distacco di un gran numero di dirigenti e dell'intera prima squadra dell'unica società hockeystica sino ad allora esistente in Sarzana, la A.P.S.. Questi protagonisti, ormai in disaccordo con i padri della società rossoblu (Tori soprattutto) decidono che Sarzana può avere una seconda squadra di hockey su pista che tenti di salire nelle alte sfere nazionali.
Indubbiamente per la Pro Sarzana l'inizio dell'attività è più agevole rispetto ai cugini, per due motivi precisi. Innanzitutto la prima squadra è completamente costituita e può quindi competere tranquillamente nel campionato nazionale di serie C. In secondo luogo, ma sicuramente fattore determinante in assoluto, la società trova subito a sua disposizione una pista di pattinaggio nuova di zecca ed all'avanguardia rispetto alla pista Lazzarini di Giacomo Tori dove gioca l'A.P.S.. Questa pista è stata fatta realizzare proprio sul terreno dell'oratorio di N.S. del Carmine da don Carlo Ricciardi, una figura importantissima nello sviluppo giovanile a Sarzana,
il quale assume subito la carica di Presidente della neo nata società hockeystica.
I primi anni di attività e il salto in serie B
Dal 1973 al 1975 la squadra partecipa con alterna fortuna al campionato di serie C, sinché nel 1976 arriva la consacrazione attesa. Sotto la guida tecnica di Enzo Ferrari la Pro Sarzana, sponsorizzata Ceramica Lunigiana, sbaraglia il campo delle concorrenti mettendo in fila Hockey Milano, Pico della Mirandola, Tricolore Reggio Emilia, Rotellistica Vercelli, Pro Vercelli e C.G.P. Genova, e terminando il ciclo di dodici partite imbattuta, a dimostrazione di una superiorità tecnica schiacciante. L'ottima integrazione creatasi tra giocatori "esterni" come Cioli, Pezzica, Crudeli e Salvetti, e giocatori locali come Giubasso, Isoppo, i fratelli Bruzzese, Guastini, Gilardi ed Ungari, è il segreto del successo dei biancoblu, con Cioli e Pezzica sugli scudi rispettivamente con 38 e 24 reti segnate sul complessivo di 93 realizzate dalla squadra.
E' un successo che un po' coglie di sorpresa sia i diretti interessati che la città, ma si tratta di una pietra miliare nella storia sportiva sarzanese, perché per la prima volta una squadra di Sarzana giocherà in una serie B nazionale. E' un record che rimane nella storia e che inorgoglisce ancora chi visse di persona quell'esperienza.
Un periodo interlocutorio
Il primo anno in serie B per la Pro Sarzana si rivela subito duro, ma grazie all'impegno di tutti ed in particolare grazie all'elevato rendimento di Giubasso, che risulterà uno dei migliori difensori del torneo, la squadra riesce a chiudere il campionato conquistando la salvezza.
Purtroppo nella successiva stagione 1978 il rendimento della squadra non rispecchia quello dell'anno precedente, ed al termine di un deludente campionato arriva la retrocessione in serie C. E qui, nel 1979, la Pro Sarzana trova per la prima volta nello stesso campionato i cugini dell'A.P.S., rinata grazie ai giovani locali. Per la Pro Sarzana è un campionato trionfale, concluso con la nuova promozione in serie B e segnato da un'unica sconfitta proprio in uno dei due derbies con l'A.P.S.. In questa stagione si segnala all'attenzione del pubblico e degli esperti Maurizio Crudeli, rivelatosi elemento decisivo per il ritorno nella serie maggiore.
Un'annata storta ... in tutti i sensi
Nel 1980 la società si aspetta, dopo la precedente stagione trionfale, un campionato di serie B all'avanguardia, con la speranza quantomeno di arrivare ai play-off per la promozione alla serie superiore, ed invece viene fuori un'annata che lascerà il segno, sia per il suo andamento che, soprattutto, per la sua conclusione.
La Pro Sarzana non disputa un campionato all'altezza delle attese e veleggia sempre nella parte bassa della classifica, sino ad arrivare all'ultima giornata a dover disputare un derby a dir poco decisivo con l'A.P.S.. Di fronte ad un pubblico straripante con un tifo accesissimo da entrambe le parti, le squadre danno vita ad un incontro molto duro, senza esclusione di colpi, tanto che alla fine si conteranno numerosi ammoniti ed alcuni espulsi. L'A.P.S. è più aggressiva, la Pro Sarzana risponde con il gioco, ma a 30 secondi dal termine avviene un'invasione di campo che interrompe l'incontro.
Per la Pro Sarzana è un amaro finale : sconfitta nel derby, retrocessione in serie C e squalifica del campo. Termina così il ciclo di Enzo Ferrari sulla panchina celeste e la società si appresta ad affrontare gli anni '80 con il preciso obiettivo di portare il grande hockey a Sarzana.
La rinascita dopo l'invasione
Dopo l'abbandono di Enzo Ferrari la guida della squadra passa a Luciano Toffi, sino a quel momento impegnato nel settore giovanile. Serve una nuova iniezione di fiducia per riportare la società ai livelli che merita e il campionato 80/81, terminato con un ottimo secondo posto, è il giusto viatico per la stagione successiva.
Nel campionato 81/82 la Pro Sarzana di Toffi riconquista per la terza volta la serie B grazie soprattutto alle grandi prestazioni dei fratelli Ungari, e si prepara ad affrontare la serie superiore con l'intento di lottare per la promozione, conscia di doversi scontrare nuovamente con l'A.P.S. che non incontra in campionato da due anni.
Nelle successive stagioni 82/83 e 83/84 la Pro Sarzana si trova a lottare sempre per non retrocedere, ed in entrambe le occasioni riesce nell'intento sempre sotto la sapiente guida di Toffi, ma anche grazie alle prestazioni di alcuni propri giocatori. In particolare nella stagione 82/83 l'elemento decisivo si rivela il portiere Marco Mencacci, che al termine del campionato risulterà tra i migliori della categoria nonostante la non brillante posizione di classifica della sua squadra. Ormai tradizionalmente la Pro Sarzana ha abituato i propri tifosi ad incontri decisivi al cardiopalma all'ultima giornata, ed anche in quest'annata non si smentisce ottenendo la salvezza con una disperata vittoria a Montebello proprio nell'ultima partita di campionato.
L'anno successivo, invece, l'elemento decisivo è il primo straniero nella storia hockeystica sarzanese : il sodalizio bianco-celeste infatti stabilisce un altro record acquistando l'argentino Carlos Sturla che, con le sue reti, risulterà determinante per la permanenza della squadra in serie B.
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Pro Sarzana 1976 - La formazione promossa in serie B
Il secondo da sinistra in piedi è Enzo Ferrari, il primo da destra è don Carlo Ricciardi
La Rosa Completa della PRO SARZANA fine 70
L' attuale Segretario Luciano Toffi allora allenatore assieme a Francesco Zamperini
Enzo Ferrari ex Presidente dell'Hockey Sarzana
Hockey Pro Sarzana 83/84. In piedi da Sx: Delfino (all.), Tomei, Marchini
Pardini Riccardo, Pardini Marco, Ungari Andrea, Ungari Alessandro, Sturla, Giannarelli
Ferrari (Dir. Sportivo), Bruzzese (Pres.).
Accosciati da Sx: Migliorati, Crudeli, Checchi Marino ,
Mencacci, Mazzeo, Cioli, Pagni.
L' Ultima formazione dell' Hockey Pro Sarzana. In piedi da Sx: Marchini, Ungari Andrea, Sturla, Della Valle,
Accosciati da Sx: Lo Coco, Giannarelli, Lagomarsini, Zamperini, Simonini.
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