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La fondazione
Il 15 settembre 1946 un gruppo di sette giovani amici, appassionati di pattinaggio e di hockey, diede vita alla Associazione Pattinatori Sarzanesi (A.P.S.), la prima società del settore nella città di Sarzana. I nomi dei fondatori vanno giustamente ricordati per quello che hanno significato per lo sport cittadino la presenza e le prestazioni di questa società. I padri dell'hockey a Sarzana si chiamavano Tori, Haver, Bonatti, Trefiletti, Ferrari, Garibaldi e Tonarelli, ed erano tutti animati da una passione inarrestabile. Una menzione particolare, però, la meritano due di loro: Giuliano Tori, detto "Vincé", e l'ingegner Dante Haver.
Giuliano Tori ha rappresentato per l'A.P.S. e per tutto l'hockey sarzanese il cuore e la passione, talmente grande da indurlo negli anni successivi a realizzare interamente a sue spese la prima vera pista di pattinaggio che Sarzana abbia mai avuto ed a rifondare dal nulla la squadra.
Dante Haver invece è stato la mente, la tecnica, l'esperienza al servizio dello sviluppo dell'hockey a Sarzana : fu lui, ex componente della nazionale, ad insegnare la tecnica ai suoi compagni d'avventura, e lo fece talmente bene che i locali se la sono tramandata di generazione in generazione sino ad oggi.
I primi anni
La squadra iniziò l'attività senza avere a disposizione una pista di pattinaggio, tanto che per poter sostenere allenamenti e partite fu realizzato un recinto smontabile da impiegare in piazzale Roma, davanti alla stazione ferroviaria, entro il quale, dopo aver provveduto a pulire adeguatamente il terreno di gioco, si poteva praticare l'hockey a rotelle.
Nonostante queste difficoltà il gioco piacque ai sarzanesi, e già nel 1949 altri giovani appassionati (Bassano, Lazzoni, Lazzarini, Giannarelli) si unirono al gruppo fondatore. Nel frattempo, non potendo occupare sempre il piazzale della stazione, i pattinatori costruirono letteralmente con le proprie mani la pista da ballo "Aldebaran", un quadrato di 15m x 15m che di pomeriggio ospitava gli allenamenti della squadra, e di sera funzionava come pista da ballo.
Gli anni '50
Dopo anni di sacrifici arriva finalmente il momento di confrontarsi con altre realtà, così nel 1954 l'A.P.S. partecipa per la prima volta ad una competizione federale, iscrivendosi al Campionato di Promozione Ligure. In questa loro prima volta il comportamento dei pattinatori è lusinghiero, con un terzo posto finale gonfio di promesse positive per il futuro, tutto questo nonostante la squadra sia costretta a giocare i propri incontri casalinghi a La Spezia, a Marina di Massa o a Marina di Carrara, senza poter mai contare sull'appoggio del pubblico amico.
Ma le difficoltà esaltano, infatti l'anno successivo (1955) la squadra si classifica seconda, pur continuando non solo a giocare, ma anche ad allenarsi principalmente a La Spezia e a Marina di Massa.
Campioni regionali
E nel 1956 il gran colpo : con una cavalcata inarrestabile la A.P.S. si laurea campione regionale ligure, superando tutte le squadre avversarie rimanendo imbattuta ed acquisendo il diritto di partecipare alla fase finale nazionale a Modena. Portiere Giuliano Giannarelli, terzino Giorgio Lazzarini, centro Giuliano Tori, ali Giorgio Bassano e Francesco Lazzoni, riserva Bruno Mattei di La Spezia, così li ricorda un articolo di giornale dell'epoca.
Il salto nella serie C non riesce, ma nessuno può più far finta che l'hockey su pista non esista a Sarzana : questo almeno è il pensiero degli appassionati che, appoggiati anche dalla stampa locale, chiedono la realizzazione di una pista di pattinaggio in città. Questo ridurrebbe finalmente i sacrifici degli atleti e soprattutto consentirebbe agli sportivi sarzanesi ed alla cittadinanza tutta di vedere finalmente all'opera e sostenere in maniera adeguata l'A.P.S. che ha portato lustro a Sarzana
Il Comune però, dopo aver promesso di costruire la pista di pattinaggio in piazza Vittorio Veneto, ignorò ancora una volta sia le proprie promesse che le esigenze della squadra. Delusi e demoralizzati i giocatori del sodalizio rossoblu decisero in segno di protesta verso tanta indifferenza di cessare l'attività agonistica, ironia della sorte proprio nel momento di maggiore successo.
Per una prima volta, a Sarzana, l'hockey su pista rischiò di scomparire.
La Prima Rinascita
Giuliano Tori non si rassegnava al non poter più giocare a hockey, così convince altri appassionati come lui a tornare all'attività e nella stagione 1963/64 i pattinatori sarzanesi si iscrivono al girone toscano della serie C militando nella squadra dello Spezia.
Nel 1965 gli stessi giocatori creano addirittura una squadra a Marina di Carrara, disputando ancora il campionato di serie C con il pensiero fisso di riportare l'hockey a Sarzana, dove però ancora mancava una pista di pattinaggio.
Ancora una volta fu Giuliano Tori a risolvere la situazione, e a dare una spinta decisiva allo sviluppo dell'hockey su pista a Sarzana : il 24 aprile 1966 veniva inaugurata ufficialmente, alla presenza del presidente della F.I.H.P., la pista "Giorgio Lazzarini", fatta costruire proprio da Tori a sue spese e su un terreno di sua proprietà. Finalmente l'indifferenza della autorità cittadine era sconfitta, l'A.P.S. aveva una sua pista e gli sportivi sarzanesi potevano appassionarsi ad una disciplina già di rilievo nel panorama sportivo cittadino.
La Crescita
La disponibilità della pista dette uno slancio fondamentale all'hockey, con la società che poteva finalmente programmare la propria attività a lungo termine, ma soprattutto con l'avvicinarsi allo sport di numerosi giovanissimi che, sia come tifosi che come praticanti, assicuravano la continuità necessaria.
Nacque quindi il settore giovanile dell'A.P.S., sempre più numeroso, mentre la squadra maggiore continuò a militare con alterna fortuna nel campionato di serie C. Nel 1969 l'A.P.S. ottenne un importante riconoscimento ufficiale, venendo premiata con la Coppa Disciplina quale squadra più corretta del campionato : era sicuramente il titolo sportivo più importante sino a quel momento conseguito, ma dimostrava anche che i semi precedentemente gettati cominciavano a dare buoni frutti.
Nel frattempo moltissima gente si era avvicinata all'hockey su pista ed alcuni di loro erano anche entrati a far parte della dirigenza della società. Questa iniezione di nuove persone, necessaria visti gli aumentati impegni, iniziò lentamente a creare alcune tensioni tra la "vecchia guardia" e la "nuova guardia", in parte formata da persone non proprio ferrate in fatto di hockey su pista. Ma il vero fatto positivo, all'inizio degli anni '70, fu l'avvicinarsi all'hockey di un gruppo di giovanissimi, alcuni dei quali risulteranno fondamentali nel futuro dell'A.P.S. : parliamo di Paolo Madrignani, Stefano Putinati, Bruno Delfino, Paolo De Rinaldis, Paolo Tronfi, Davide Silvi, Giovanni Tori, Marco Madrignani, Graziano Bellotto, Massimo Guelfi, Andrea Spadaccini, Massimo Micheloni, Fabrizio Pellistri.
La Seconda Rinascita
Le incomprensioni e le tensioni createsi a livello dirigenziale dalla fine degli anni '60 si acuirono sino a portare ad un evento apparentemente negativo e che invece rappresenterà un ulteriore spinta per l'hockey sarzanese : la scissione.
Nel 1972, infatti una parte dei dirigenti e tutta la squadra maggiore dell'A.P.S. lasciarono la società e fondarono una nuova squadra denominata Hockey Pro Sarzana. Questa scelta fu in parte favorita anche dalla possibilità, per il nuovo sodalizio, di usufruire subito di una nuova pista di pattinaggio senza dipendere dalla disponibilità della pista "Lazzarini". Nello stesso anno, infatti, grazie all'impegno di don Carlo Ricciardi, terminarono i lavori di costruzione della pista del Carmine, realizzata nello spazio vicino all'omonima chiesa.
E così Sarzana nell'arco di 6 anni si ritrovava con due piste di pattinaggio e due squadre di hockey !
In realtà ai massimi livelli poteva presentarsi solo la neonata Pro Sarzana, mentre all'A.P.S. era rimasto il solo settore giovanile. E fu da questo che Giuliano Tori decise di puntare per la seconda rinascita dell'A.P.S. dopo quella di dieci anni prima : i giovani erano molto promettenti sia per impegno che per capacità tecniche, ma un infarto mentre usciva dalla pista, il 1° maggio 1974, impedì al padre dell'hockey sarzanese di vedere i frutti del suo impegno. Con Tori scomparve sicuramente uno degli sportivi più autentici di tutta Sarzana.
La Fase Giovanile
La squadra allievi fu allora affidata a Walter Ravecca, entrato nella dirigenza dei Pattinatori al seguito della figlia che praticava pattinaggio artistico, e che pur non avendo mai praticato l'hockey si dimostrò l'uomo giusto per coltivare i giovani atleti dell'A.P.S..
L'attività della squadra allievi risultò sempre più vincente sino ad uno strepitoso anno 1976.
In quell'anno gli allievi dell'A.P.S. vinsero il Trofeo Lazzarini di Sarzana ed il Trofeo Arianna di Pesaro, arrivarono secondi nel Trofeo Autogen di Prato (battuti ai tempi supplementari) e nel Torneo Città di Sarzana, e disputarono in un incontro amichevole quello che si può considerare il primo derby tra squadre sarzanesi.
Per prepararsi al concentramento interregionale di qualificazione alle finali nazionali gli allievi disputarono, alla pista di pattinaggio dello stadio di La Spezia, un'amichevole con la Pro Sarzana, appena promossa in serie B : sorprendentemente la formazione giovanile si impose per 7-4 destando una grande impressione e dominando l'incontro.
Sull'onda di quel successo gli allievi dell'A.P.S. raggiunsero le finali nazionali di categoria dove terminarono quarti e spianarono la strada al reingresso del sodalizio nell'hockey su pista nazionale.
Il ritorno nelle serie nazionali
Con l'esaltante 1976 termina la fase giovanile dell'A.P.S., che nella stagione 1977 partecipa al Campionato di Promozione - Girone B - dominandolo con dieci vittorie in dieci incontri ed ottenendo l'agognata promozione alla serie C. Un campionato trionfale, nel quale l'A.P.S. realizzò ben 138 reti e Massimo Micheloni si laureò capocannoniere con 49 reti.
Nell'estate dello stesso anno, terminata la fase federale, il sodalizio rossoblu si iscrisse con la stessa squadra al campionato nazionale U.I.S.P., categoria primavera, mietendo un successo dietro l'altro ed arrivando alla fase finale nazionale da disputare proprio alla pista "Lazzarini".
L'A.P.S. Fiat Lunense (quello lo sponsor del tempo) batté le tre avversarie ospiti e si laureò Campione d'Italia U.I.S.P. Primavera : fu il primo giusto premio ai sacrifici dei dirigenti e dell'allenatore Walter Ravecca, ed all'impegno del gruppo di ragazzi nei quali la società aveva postola massima fiducia.
Nel campionato di serie C 1977/78 l'A.P.S. disputa una stagione di assestamento, durante la quale i suoi giovani elementi si abituano alla nuova realtà facendosi valere e segnalandosi come suqdra di tutto rispetto nel panorama della categoria.
Dalla serie C alla serie B
La stagione 1978/79 fu densa di emozioni e soddisfazioni per i Pattinatori, e segnò il momento del salto di qualità verso una collocazione hockeystica più consona all'impegno ed alle capacità di dirigenti, tecnici e giocatori.
L'A.P.S. condusse tutto il campionato in vetta alla classifica del proprio girone, ma in coabitazione con il Monfalcone, cosicché si rese necessario uno spareggio per definire il primo posto del girone e di conseguenza il nome della società che avrebbe fatto il salto in serie B. Sulla pista di Pesaro l'A.P.S. si arrese per 8-4 ai friulani, e l'appuntamento con la serie B sembrò perduto, ma in realtà era solo rinviato.
La F.I.H.P. infatti decise l'allargamento della serie superiore con una squadra in più che avrebbe dovuto uscire da un concentramento tra le seconde classificate dei 4 giorni di serie C. Il concentramento si svolse a Pistoia il 4 agosto 1979 con A.P.S., Montebello e Piacenza a contendersi l'unico posto disponibile (il Frassati rinunciò a partecipare).
L'A.P.S. affrontò subito l'altra favorita, il Piacenza, e dopo avere recuperato due volte lo svantaggio di un gol riuscì ad imporsi per 3-2 sugli emiliani, ponendo una serie ipoteca sulla promozione. L'incontro del pomeriggio con il Montebello fu una passerella per i sarzanesi che si imposero largamente e guadagnarono così la promozione in serie B.
In soli tre anni l'A.P.S era passata dalle serie giovanili alla serie B : un'ascesa incredibile che avrebbe sicuramente riempito d'orgoglio il padre della società, Giuliano Tori. Cominciava così l'era più fulgida dell'Associazione Pattinatori Sarzanesi.
In serie B per restarci
Il primo campionato di serie B fu veramente duro per la squadra, nel frattempo diventata A.P.S. Permit in onore del nuovo sponsor, che faticava ad adeguarsi alla categoria superiore. Nel corso della stagione 79/80 il mister "storico" Walter Ravecca si dimise per dare uno scossone alla squadra, alla cui guida fu chiamato Walter Luisi, un ex giocatore del Forte dei Marmi di grande esperienza.
La salvezza arrivò alla penultima giornata in uno storico derby con la Pro Sarzana, forse il più infuocato e movimentato mai disputato dalle due compagini, terminato con un'invasione di campo che costò agli sconfitti due anni di squalifica del terreno di gioco. L'A.P.S. si impose 9-6 ottenendo la salvezza matematica, mentre per la Pro Sarzana si profilava la retrocessione in serie C. Nota positiva a fine stagione fu il trasferimento di Davide Silvi al Forte dei Marmi, in serie A, grazie alle prestazioni del giocatore sarzanese durante tutto il campionato..
Nelle due stagioni successive (1980/81 e 1981/82) l'A.P.S. ottenne tranquille posizioni di centro classifica, peraltro dovendo giocare lontano da Sarzana in quanto dal 1980 venne imposto dalla Federazione l'uso obbligatorio di impianti sportivi coperti, che nella città ligure ovviamente mancavano. Nella seconda stagione vi fu il secondo cambio d'allenatore, con Stefano Putinati, ex giocatore di casa, a sostituire Walter Luisi che andò ad allenare il Forte dei Marmi : furono stagioni di assestamento in preparazione ai tentativi del salto in A2 degli anni successivi.
In serie B per il salto di qualità
La stagione 1982/83 segna un momento importante per l'hockey sarzanese, in quanto viene finalmente reso disponibile un impianto di gara coperto, nella palestra del Liceo "Parentucelli", che consente alle squadre locali di giocare in casa i rispettivi campionati.
A Putinati si aggiunse, alla guida della compagine rossoblu, Marco Bresciani, proveniente da Forte dei Marmi, con il non celato intento di fare il salto di categoria, visto anche che la società comincia ad operare sul mercato acquistando Stagi. Il campionato venne condotto tutto al comando, ma si resero necessario lo spareggio con la Goriziana, giocato a Modena : ancora una volta una squadra friulana risultò insuperabile per l'A.P.S. che perse partita (2-8 dopo essere stata in vantaggio 2-0) e promozione.
Un nuovo cambio di allenatore, con Gherardo Francesconi al posto dell'accoppiata Bresciani-Putinati, e la sponsorizzazione della società Bigagli furono gli eventi maggiori della stagione 1983/84, conclusa con un tranquillo piazzamento a centro classifica. Nell'estate '84 l'A.P.S., invitata ad un torneo internazionale a Chambery, si impose sulle squadre francesi portando il trofeo a Sarzana.
Per la stagione 1984/85 si profilava una fusione tra A.P.S. e Pro Sarzana che sfumò all'ultimo momento, facendo scatenare le due compagini sul mercato : l'A.P.S. prese dal Forte dei Marmi i fratelli Checchi rinforzandosi, ma dovette accontentarsi del terzo posto e giocarsi ancora una volta la promozione in uno spareggio. Questa volta fu una compagine toscana, il Maliseti di Prato, a stroncare i sogni dei sarzanesi, battuti 2-1 a Prato e 4-2 in casa. Per la serie A2 bisogna ancora aspettare.
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APS49/50 : Trefiletti,
Bonatti, Lazzoni, Garibaldi;
accosciati Tori e Ferrari
Un allenamento alla pista Aldebaran
1953 - La squadra dell'A.P.S. alla pista Aldebaran : da sinistra il presidente Giuseppe Ferrari, Francesco Lazzoni, Giorgio Lazzarini, Giuliano Tori ed il dirigente
Mauro Tancredi - accosciati Giorgio Bassano e Giuliano Giannarelli
La squadra dell'A.P.S. si allena a La Spezia
La squadra del 1956 : Gino Ferrari (presidente),
Lazzoni, Bassano, Lazzarini, Giannarelli, Tori,
Tancredi (dirigente)
La squadra campione regionale 1956 :
in piedi Bassano, Lazzoni, Lazzarini,
accosciati Giannarelli e Tori
La pista "Giorgio Lazzarini" durante i lavori di realizzazione
Costruita su terreno e con soldi di Giuliano Tori, diventerà il
fulcro dell'hockey sarzanese per più di un decennio
Un dirigente della F.I.H.P. si complimenta con i
giocatori dopo la consegna all'Associazione
Pattinatori Sarzanesi della Coppa Disciplina '69
La formazione che sconfisse 8-4 il Coverciano
nel giorno in cui l'A.P.S. fu premiata
con la Coppa Disciplina 1969
La squadra allievi dell'A.P.S. 1976 - Cliccate per l'ingrandimento La squadra allievi protagonista della stagione 1976
Portieri: Madrignani Paolo, Portunato Stefano
Terzini: De Rinaldis Paolo, Silvi Davide, Madrignani
Mario
Attaccanti: Tori Giovanni, Tronfi Paolo, Bellotto
Vittorio, Micheloni Massimo
1977 - La squadra dell'A.P.S. campione d'Italia U.I.S.P. Primavera : da sinistra
Bucchi, Alberini, Micheloni, Tronfi,
Madrignani M., Silvi D., Pellistri, un
dirigente UISP, Ravecca - accosciati
Madrignani P., Putinati, De Rinaldis,
Tori
Una formazione dell'A.P.S. nella serie C 1977/78
La formazione promossa in serie B nel 1979
da sinistra Bucchi (dir.),Madrignani P., Pellistri, Silvi,
Spadaccini, Madrignani M., Ravecca (all.), Soli (dir.)
accosciati Delfino, De Rinaldis, Micheloni, Tori, Tronfi
La squadra partecipante alla serie B 1979/80 - in piedi
Ravecca (all.), Madrignani P., Baldini, Silvi D., Silvi F.,
Micheloni - accosciati Tronfi, Pellistri, De Rinaldis, Tori, Delfino
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Finalmente in A2
Delusi dalle mancate promozioni nonostante l'afflusso massiccio di giocatori versiliesi, i dirigenti dell'A.P.S. decisero che nella stagione 1985/86 sarebbero stati giocatori locali a disputare il campionato, con il solo innesto di Riccardo Checchi come non sarzanese, puntando ad una posizione di classifica tranquilla.
Sapientemente guidata da Francesconi la formazione rossoblu cominciò sorprendentemente ad inanellare un successo dietro l'altro e ad occupare costantemente la vetta della classifica, pur dovendo rintuzzare gli attacchi dell'Hockey Salerno ma soprattutto dei cugini della Pro Sarzana..
E proprio all'ultima giornata il calendario prevedeva il derby, al quale le formazioni si presentarono con l'A.P.S. Bigagli che precedeva di due punti la Pro Sarzana : un successo di quest'ultima avrebbe significato nuovamente "spareggio", altrimenti sarebbe stata l'A.P.S. a guadagnare la promozione. Il 19 aprile 1986, alle ore 18, nella palestra di via dei Molini stracolma di tifosi di entrambe le squadre, si disputò il più impèortante derby della storia hockeystica sarzanese.
Con una partenza fulminea la Pro Sarzana si portò in vantaggio grazie ad Alessandro Ungari, ma l'A.P.S., assorbito il colpo, lentamente cominciarono a prendere in mano le redini del gioco : un gol di Silvi Davide nel primo tempo, e le reti di Ranieri e Checchi nella ripresa sancirono la superiorità dei Pattinatori.
A 40 anni dalla sua fondazione l'A.P.S. è promossa in serie A2 ed entra con pieno merito nell'olimpo dell'hockey su pista italiano.
La serie A2 e la scomparsa dell'A.P.S.
La stagione 1986/87 vide l'A.P.S. Bigagli difendere strenuamente la propria permanenza in serie A2, dopo un inizio di campionato promettente che non fu seguito però da una continuità di risultati sufficiente ad evitare alla squadra l'incubo della retrocessione immediata in serie B.
Il campionato di A2 si dimostrò difficile ed impegnativo, con i ragazzi di Francesconi tesi a conquistare una posizione di classifica tranquilla, ma l'ultima partita contro la Goriziana (ancora una volta i friulani !) condannò i Pattinatori agli spareggi per non retrocedere.
Nel luglio 1987, a Correggio, l'A.P.S. riuscì a mantenere il proprio posto in serie A2, ma nello stesso concentramento la sconfitta della Pro Sarzana (seconda in serie B) portò alla cessazione dell'attività sportiva da parte dei cugini dei Pattinatori. Fu il primo segnale della crisi dell'hockey a Sarzana, proprio quando il traguardo più agognato era stato raggiunto almeno con una squadra, aggravato dal fatto che anche la terza squadra cittadina, l'Hockey Club Sarzana, si sciolse al termine di questa stagione dopo aver mancato ancora una volta la promozione in serie B.
L'anno successivo l'A.P.S. disputò quello che forse si può definire il suo peggior campionato : una lunga serie di sconfitte che provocheranno non solo le dimissioni del tecnico Francesconi, ma soprattutto allontaneranno gran parte dei tifosi dalla squadra con conseguenze negative sul morale della dirigenza e dei giocatori. Con la stagione 1987/88 si conclude il periodo felice dell'A.P.S..
Il sodalizio rossoblu rinunciò a disputare il campionato di serie B 1988/89, e si iscrisse alla serie C dopo aver allontanato dai quadri tecnici i cosiddetti "vecchi" ed avere puntato sui giovani del vivaio, guidati dal duo Ceccarelli-Sturla. Purtroppo l'impresa riuscita con i giovani di Ravecca 10 anni prima non venne ripetuta, ed al termine di un'anonima stagione 1989/90 in serie C anche l'Associazione Pattinatori Sarzanesi, dopo 44 anni di storia, abbandonava l'attività sportiva.
L'hockey su pista, che aveva infiammato le piste cittadine, in soli 3 anni era scomparso da Sarzana ! I giocatori ed i tecnici si riciclarono in parte nella Rotellistica Ceparanese, ma l'hockey su pista doveva tornare a Sarzana e nel 1993 gli eredi della tradizione dei Pattinatori e della Pro Sarzana danno vita alla società HOCKEY SARZANA, ma questa è un'altra storia ....
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Prima del derby decisivo per la salvezza i giocatori dell'A.P.S.
consegnano una targa ricordo all'ex allenatore Walter Ravecca
Una formazione degli anni '80
mista tra le due società
L'APS promossa in serie A2 nel 1986
La squadra dell'A.P.S. promossa in
serie A2 al termine del campionato
1986 - in piedi da sinistra
Franceschini (dir.), Francesconi
(all.), Marangoni (pres.), Ranieri,
Silvi, Ceccarelli, Checchi, Ceccarel-
li (dir.) - accosciati De Rinaldis,
Francesconi, Madrignani, Tronfi,
Tori
La formazione che giocò in serie A2 nel 1986/87
da sinistra Boggi (dir.), Francesconi (all.),
Francesconi (dir.), Silvi, Ranieri, Checchi R.,
Cinquini, Alba, Giorgi (dir.) - accosciati Ceccarelli
(dir.), Madrignani, Checchi M., De Rinaldis
, Tori, Tronfi, Bellotto (dir.)
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